La lentezza dei partiti: lo sprone di Langella
Sabato 11 Agosto 2012 alle 18:19 | 0 commenti
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Di Giorgio Langella, Segretario regionale PdCI FdS
Cosa succederà dopo le ferie? Probabilmente poco di buono. Ogni giorno è una lotta per il lavoro. Ogni giorno ci sono chiusure di attività produttive, delocalizzazioni, cassa integrazione, mobilità. Un paese con un precariato diffuso (solo 2 assunti su 10 hanno un contratto a tempo indeterminato) e una disoccupazione, soprattutto giovanile, in spaventosa crescita ha poco futuro.
Se uniamo a questo la "lentezza" dei partiti che appoggiano il governo Monti nell'affrontare i veri problemi e la palese perdita di tempo in scaramucce sulla forma, sulla (ri)discesa in campo di Berlusconi, sulla sigla da mettere a "nuove" formazioni politiche ... la situazione è disperante. Il governo cosiddetto tecnico ha raggiunto, forse, gli obiettivi propri di un governo iper-liberista (evitare una vera patrimoniale, colpire le fasce più deboli, togliere diritti a chi lavora, aumentare l'età pensionabile, tagliare servizi universali come sanità e istruzione pubblica, privatizzare anche l'impossibile ...) ma ci ha resi più poveri e sfiduciati. In una parola ricattabili. I "professori" del governo hanno sbagliato o volevano proprio quello? Nel primo caso avrebbero dimostrato una dannosa incapacità, nel secondo caso una diabolica perversione.
Il ritorno dalle ferie (spesso passate a casa per mancanza di soldi) per molti non significa tornare al lavoro ma non averlo più.
Sarebbe necessario, indispensabile, unire la sinistra e lottare per un modello di sviluppo diverso. Uniti si possono raggiungere risultati che, divisi, sono solo una lontana utopia. Il liberismo di questo governo e del precedente hanno dimostrato che quel sistema porta al disastro, che non è solo un sistema ingiusto ma, anche, profondamente sbagliato. È compito di ognuno prendersi la responsabilità di cambiare rotta. Ci dicono sempre che "siamo sulla stessa barca", allora e da subito (senza aspettare il rientro dalle ferie) cominciamo a remare seguendo la nostra direzione. Senza prendere ordini da lorsignori.